greenwashing e eco-friendly come difedersi

Cos’è il greenwashing? Perché dobbiamo fare attenzione a quello acquistiamo?

Tra queste pagine abbiamo parlato spesso di alternative bio ai classici prodotti per le pulizie e di come rendere la propria casa più ecosostenibile. Non sempre però abbiamo il tempo (o la voglia) di preparare dei detersivi naturali fai da te o di armarci di spazzolino e olio di gomito per pulire il bagno. È in questo momento che ci affidiamo alle proposte del mercato e che dobbiamo iniziare ad “alzare le antenne” per non lasciarci ingannare dalla pubblicità.

Un consumo consapevole e sostenibile si basa sull’informazione e sulla conoscenza del mercato, per prenderci cura di noi stessi, dell’ambiente e di chi ci circonda.

Purtroppo però c’è chi si approfitta della sempre crescente attenzione all’ambiente dei consumatori, attuando pratiche – scorrette – di greenwashing: ecco come individuarle ed evitarle.

Greenwashing - The magic of marketing

© Andy Singer

Cos’è il greenwashing e come riconoscerlo

Il termine inglese greenwashing, coniato nel 1986 dall’ambientalista Jay Westerveld, ha origine dalle parole green (verde) e whitewash (dissimulare, nascondere) e indica la pratica di alcune aziende di porsi come sostenibili e attente all’ambiente, quando in realtà questo non avviene.

La ragione di questa pratica scorretta è semplice: il trend green è in costante aumento e attraverso un’azione di marketing di questo tipo è possibile acquisire più consumatori e apporre un prezzo più alto ai propri prodotti.

Fortunatamente il sempre maggior numero di persone attente all’ambiente ha portato a una crescita della consapevolezza e dell’attenzione all’acquisto. Esiste ad esempio un indice delle aziende già segnalate come “eco-furbi”, il Greenwashing Index. Nello stesso sito è possibile trovare però anche chi è stato votato dagli utenti come veramente green.

Come riconoscere un falso-green? Ovviamente leggendo l’etichetta e facendosi delle domande:

  1. Ci sono i loghi delle certificazioni ricevute?
  2. Gli ingredienti sono bene specificati?
  3. Vengono utilizzati termini generici (non registrati!) come “amico dell’ambiente” o simili?

Se vi rimane qualche dubbio allora aprite la barra di ricerca del vostro browser e cercate qualche informazione in più.

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Come riconoscere i veri prodotti eco-friendly

Le domande da porsi sono ovviamente le stesse, ma otterrete (immancabilmente) una risposta opposta.

In generale i prodotti eco-friendly hanno una serie di caratteristiche comuni:

  • Sono biodegradabili
  • Hanno ottenuto certificazioni riconosciute anche al di fuori dei confini italiani (ad esempio Ecolabel, ICEA o FSC)
  • Non contengono fosfati, cloro e petrolio
  • Sono generalmente anallergici o hanno subito un trattamento anti-batterico

Controllate sempre il sito del produttore, per conoscere le effettive certificazioni ottenute. Virosac ad esempio le ha raccolte tutte in una pagina, per permettere ai propri clienti di visionare in modo semplice e trasparente cosa stanno acquistando.

 

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Valeria Garbo
Scritto da Valeria Garbo

Social Media Manager per i clienti di Cricket Adv. Beauty editor per Grazia.it, food & lifestyle blogger per AccidiosaV.com.
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