Sono passati ormai 20 anni dall’emanazione del cosiddetto decreto Ronchi, che per la prima volta ha disciplinato il settore dei rifiuti in Italia. Un anno quindi, in cui “tirare le somme” è ancora più importante che in passato. A farlo è il rapporto Italia del Riciclo 2017, presentato ancora una volta dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unire (Unione Nazionale Imprese del Recupero).

È proprio Edo Ronchi (lo stesso ministro che ha varato il decreto, ora alla guida della Fondazione), a dare qualche idea sui punti chiave del report:

«L’industria italiana del riciclo ha raggiunto un buon livello e vede nel futuro prospettive di crescita consistenti. Ma per affrontare le sfide poste dall’economia circolare deve fare un salto di qualità per migliorare le sue capacità di attivare e di usufruire di politiche di sistema con progetti di diffusione di migliori tecniche di filiera, per mobilitare le risorse finanziarie necessarie alla nuova fase di sviluppo e per trovare maggiori sbocchi di mercato per i prodotti del riciclo» (fonte GreenReport)

Gli sbocchi di mercato sono forse una delle sfide maggiori dell’economia circolare in Italia: i prezzi dei prodotti derivanti dal riciclo sono ancora troppo alti e non riescono a competere con il resto della produzione. La ragione? L’oscillazione dei prezzi delle materie prime e i costi di smaltimento delle frazioni di scarto.

Italia del Riciclo 2017: i dati fondamentali

Il rapporto Italia del Riciclo 2017 completo è scaricabile a questo link. Abbiamo però raccolto per voi i dati più rilevanti:

  • L’Italia è la quarta nazione europea per il riciclo dei rifiuti; la classifica è capitanata dalla Germania. Il valore per cui l’Italia “pesa” nel fatturato della gestione dei rifiuti in Europa è di circa il 15%.
  • Nel 2016 nelle diverse filiere è stato riciclato il 67% degli imballaggi; è aumentato anche il quantitativo di umido e tessile da raccolta differenziata, così come quello da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE).
  • La crescita maggiore si è avuta nelle filiere dell’alluminio (+5%), dell’acciaio (+4%) e del legno (+4%); si è confermata eccellente – ma stazionaria – la filiera della carta, con un tasso di riciclo dell’80%.
  • Il 99% degli oli minerali usati in Italia viene avviato a rigenerazione.
  • Tra il 1999 e il 2015 la raccolta differenziata in Italia è raddoppiata; contemporaneamente lo smaltimento è stato quasi dimezzato.

In copertina: La Circolarità dei Materiali secondo Alberto Seveso © Conai

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Valeria Garbo
Scritto da Valeria Garbo
Social Media Manager per i clienti di Cricket Adv. Beauty editor per Grazia.it, food & lifestyle blogger per AccidiosaV.com. Appassionata di musica, viaggi e buona cucina!